La divulgazione scientifica
come comunicazione d'impresa:
il caso del Cern

Paola Catapano
Cern di Ginevra


Sono Paola Catapano, lavoro al CERN di Ginevra, non sono una fisica ma mi occupo di divulgazione della scienza alle comunità non scientifiche,al grande pubblico in particolare. Il mio collega Duccio Abbaneo, invece, è fisico ed è una delle 230 guide che il mio servizio recluta come "sacerdoti della scienza" per il grande pubblico. Lui vi spiegherà in dettaglio cos’è il CERN così come lo spiega quasi ogni sabato a un pubblico foltissimo di italiani: sono tutti ragazzi delle scuole superiori che vengono in visita al laboratorio. Mi sembra essenziale, prima di cominciare la parte che mi riguarda, farvi vedere un’immagine aerea del CERN: questo è l’aeroporto di Ginevra, questo è il confine tra la Francia e la Svizzera, questo grande anello che vedete delinea il più grande acceleratore di particelle esistente: il LEP (Large Electron Positon Collider), il più grande strumento scientifico del mondo, dove fisici delle particelle elementari provenienti da tutto il mondo vengono a ad effettuare le proprie ricerche.

Il CERN è un laboratorio mondiale. Infatti, la sigla CERN sta oggi per Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, fondato nel ’54. Ha 20 stati membri di cui l’Italia è uno dei più importanti, anche come presenza di utilizzatori, non solo come finanziamenti al laboratorio.

La missione del CERN: ricerca scientifica pura sulle particelle e interazioni fra queste particelle. Il risultato principale degli studi effettuati al CERN è il progresso nella comprensione delle leggi fondamentali della natura. Alcune delle scoperte sono state premiate dal Nobel, come quello di Carlo Rubbia premiato nel 1984 per un lavoro effettuato a uno degli anelli acceleratori del CERN, l’SPS. Il CERN è un modello esemplare di collaborazione internazionale, perché pur essendo un laboratorio europeo di natura e storicamente, è utilizzato da fisici di tutto il mondo: il 50% dei fisici americani effettua al CERN le sue ricerche.

Le applicazioni tecnologiche che derivano dalla ricerca in fisica fondamentale sono moltissime in tutti campi: quella più nota è il World Wide Web. Voi oggi potete utilizzare Internet proprio grazie all’invenzione World Wide Web, nato al CERN al’inizio degli anni ’90. Ora, perché al CERN si fa divulgazione scientifica?

Fino a 15 anni fa, nell’ambiente della fisica in particolare, ma credo in tutto l’ambiente della ricerca scientifica, non ci si preoccupava di presentare in maniera "volgare" al grande pubblico i risultati della scienza e le metodologie della scienza. E al CERN, in particolare, il valore intrinseco dell’istituzione di per sé era sufficiente a giustificarne l’esistenza e quindi a giustificare la richiesta di finanziamenti pubblici per poter continuare l’attività.

Nell’ultimo decennio, nella fisica delle alte energie in particolare, le cose sono cambiate, perché ogni nuovo progresso ha aperto delle domande che necessitavano di nuovi esperimenti. Esperimenti ad energie sempre più alte e questo voleva dire dimensioni sempre più grandi e quindi costo crescente in maniera esponenziale e una richiesta di fondi pubblici che diventava sempre più grande.

Dopodiché c’è stato un episodio negli Stati Uniti, che ha segnato la svolta. Per la prima volta un grande acceleratore di particelle che sarebbe stato oggi il più grande del mondo (quindi avrebbe rubato il primato al CERN e all’Europa) l’ SSC, ovvero Superconducting Super Collider, fu ucciso dall’amministrazione di Bill Clinton, nonostante fossero stati spesi diversi miliardi di dollari e i lavori di scavo del tunnel fossero già iniziati. A quel punto, che io ho vissuto personalmente nel ’93, gli scienziati al CERN hanno cominciato a porsi delle domande, perché normalmente quello che succede negli Stati Uniti dopo un po’ succede anche in Europa nel campo scientifico, soprattutto nel campo dei finanziamenti alla ricerca.

Oggi gli scienziati al CERN sono consapevoli che il futuro della loro attività, della fisica fondamentale, dipende anche dall’impegno della società e dagli interessi del cittadino. E quindi si sono moltiplicate le attività di divulgazione della scienza al grande pubblico. E non solo, la comunicazione della scienza al grande pubblico è diventata al CERN comunicazione di impresa.

Questa è una foto del nostro attuale direttore generale, il prof. Luciano Maiani, un secondo direttore italiano – dieci anni fa lo era Carlo Rubbia fino a cinque anni fa, poi c’è stato un inglese.

prof. Luciano Maiani

Luciano Maiani, che nell’ambiente della fisica mondiale è notissimo, in Italia in particolare per essere stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha iniziato quest’anno la direzione del CERN e nel suo discorso inaugurale al personale del Laboratorio ha sottolineato che la "comunicazione con la società è un fattore essenziale per divulgare la cultura scientifica del CERN, che sarebbe un vero pericolo per la fisica delle particelle isolarsi e che il CERN dovrebbe diventare il centro per la diffusione della conoscenza della tecnologia e della cultura scientifica". In seguito a questo discorso posso assicurarvi che il lavoro di tutto il gruppo in cui io lavoro è diventato molto, molto più impegnativo, molto più difficile, si sono moltiplicate le richieste e le attività.

Illustriamo ora in breve sintesi le attività di comunicazione della scienza che facciamo al CERN. Abbiamo un ufficio stampa che riceve ogni giorno 400 giornalisti della tv, della radio o della stampa scritta, provenienti da tutto il mondo.

I comunicati stampa che facciamo ogni anno sono molti di meno, circa una decina, perché mettere d’accordo la direzione del CERN, e i diversi fisici coinvolti nell’esperimento in questione, per fare un annuncio ufficiale scritto alla stampa, è sempre ancora un processo un po’ difficile e lungo.

Abbiamo iniziato nel ’96 una serie di pubblicazioni per il grande pubblico che presenta il laboratorio in modo semplice e interessante, che distribuiamo a tutti quelli che vengono, e anche ad una mailing-list di tutti gli stati membri.

Abbiamo delle pagine web pubbliche, soltanto dall’anno scorso. Questo provvedimento avrebbe dovuto essere preso immediatamente, ma non ci siamo resi conto, nel ’90, che l’invenzione del web sarebbe stata una invenzione così interessante per la comunità non scientifica.

Abbiamo delle esposizioni, una locale che si chiama Microcosm e un’altra che si chiama E=mc2 che gira gli stati membri e che nella primavera di questo anno è stata a Napoli, alla Città della Scienza. Adesso è a Valencia, poi andrà in Portogallo; ogni anno gira 4-5 stati membri del CERN. Visite ed eventi: 40.000 visitatori all’anno di cui la maggioranza italiani. Una giornata a porte aperte all’anno in cui vengono 20.000 persone a visitare il laboratorio, principalmente dall’area locale (Francia e Svizzera).

Attività speciali per le scuole: invitiamo ogni anno insegnanti delle scuole superiori ad un prestigiosissimo programma che è quello degli Studenti estivi (Summer Students).

Abbiamo sviluppato dei programmi specifici, in particolare per le scuole locali, perché per noi la zona franco-svizzera in cui ci troviamo è molto importante. Bisogna cominciare da lì. Nel campo delle visite per esempio le scuole che vengono dall’Italia sono molto più numerose delle scuole che vengono da Ginevra stessa, questo probabilmente è l’effetto Rubbia e il fatto che la fisica in Italia ha una grossa tradizione, forse è uno degli unici campi della scienza in cui l’Italia fa la parte del leone.

Dal ’99 il nuovo direttore per la prima volta ha esplicitamente indicato l’importanza di fare divulgazione scientifica e abbiamo una nuova divisione che inizierà il 1° gennaio 2000 dedicata alle attività per il pubblico, cioè educazione, cultura e trasferimento tecnologico.

Diamo ora un’occhiata ad alcuni esempi di ognuna delle attività appena citate.

Questa è la pagina Internet pubblica a cui si accede dalla pagina principale del CERN:

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pagine del CERN

Questa pagina "per il grande pubblico" spiega il CERN in due minuti: esplorate l’atomo, acceleratori, tecnologia, educazione e tutte le attività che si svolgono in questo settore. Fra gli eventi speciali che ogni anno siamo chiamati ad organizzare per la comunità locale questo è il calendario attuale: lunedì comincia una esposizione in un teatro di Ginevra che si chiama "Il CERN, una torre di Babele che funziona". Per comunicare alla cittadinanza di Ginevra in maniera diversa dal solito, non andiamo a presentare la fisica, stiamo cercando di trasmettere un messaggio diverso e cioè che il CERN ha tre parole chiave: collaborazione, competenza e curiosità. La curiosità scientifica che fa sì che tutti questi scienziati di culture così diverse, di lingue così diverse fra di loro, grazie alla curiosità scientifica hanno un’unica missione, guidati dal faro della scienza, riescono a mettere insieme delle cose che sono all’estremo della conoscenza, all’estremo della tecnologia. Un miracolo quotidiano.

Un altro evento molto particolare destinato al grande pubblico è uno spettacolo che avverrà durante il periodo di chiusura degli acceleratori per manutenzione. Si svolgerà in un luogo unico: a 100 metri sotto terra, in un pozzo sperimentale, dentro l’esperimento Delphi all’acceleratore LEP. Intitolato "L’oracolo di Delphi", è uno spettacolo di mimi, teatro, danza, nusica e circo il cui tema è l’antimateria. L’antimateria è stato uno degli argomenti che ha affascinato di più il grande pubblico, tanto è vero che il nostro comunicato stampa sulla creazione in laboratorio di anti-atomi ha ottenuto più articoli e titoli su giornali di tutto il mondo di un comunicato che scientificamente era più importante, per il futuro del CERN, come l’approvazione del nuovo progetto LHC.

Abbiamo cercato di utilizzare questo argomento in maniera molto divulgativa utilizzando una commedia che di scienza non ha moltissimo, ma che in maniera molto efficace riesce a sfatare alcuni miti sull’anti-materia che fanno parte dell’immaginario collettivo e dimostrare alla fine che è una cosa puramente scientifica e non certo un sistema per fabbricare bombe o razzi extra-galattici.

Questa è la pagina Internet che fa pubblicità alle visite del laboratorio:

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La lingua italiana è una delle quattro lingue in cui avvengono le visite, ma abbiamo visite anche nelle lingue più sconosciute, ne abbiamo avuta una in yacutzk che è un dialetto dei tartari, vengono a visitarci giovani studenti dal mondo intero, età media fra i 17-20. Forse anche alcuni di voi siete venuti a visitarci perché ho visto tante volte licei di Pisa nel programma delle visite. Una visita al CERN è un’esperienza insostituibile non vale nessun articolo, nessun libro, nessun filmato. Venire in laboratorio vuol dire andare personalmente a cento metri sotto terra e trovare davanti a voi una cattedrale di tecnologia in maniera del tutto inaspettata. Queste sono alcune statistiche sulle visite al CERN.

Purtroppo andare in questi posti è logisticamente molto complesso per cui sono vittima del mio stesso successo nel senso che le domande di visita, e forse alcuni insegnanti italiani lo sapranno bene, superano di gran lunga le nostre capacità di accoglienza. Un gruppo italiano, per venire a visitarci, deve cominciare a prenotare l’anno prima per l’anno successivo e siamo al limite della nostra capacità.

Abbiamo: 16.813 studenti dai 20 stati membri ogni anno, 9.844 questa è statistica del ’98 pubblico non studente 2.000 e qualcosa sono i VIP, cioè ministri, capi di Stato e di Governo, direttori di altri laboratori o rettori di Università. E’ venuto anche il Papa a visitarci. Circa 40 per la stampa. 20.000 sono in media i visitatori di una giornata a porte aperte, cioè ogni volta che facciamo laboratorio aperto, per cui possiamo veramente accogliere moltissime persone.

Tutte queste visite avvengono grazie alla buona volontà, alla disponibilità, di giovani fisici, ingegneri o informatici che lavorano nel laboratorio o che studiano e stanno facendo la loro tesi di dottorato nel laboratorio. Fra le guide, sono 230 persone, il 51% sono giovani fisici dottorandi o post-doc, poi abbiamo ingegneri, tecnici, informatici e amministratori.

Ho fatto recentemente un’inchiesta fra le guide chiedendo quali sono i motivi per cui voi date il vostro al servizio visite? La maggior parte attualmente stanno lavorando su due esperimenti, su un esperimento al LEP che finirà il programma sperimentale ala fine del 2000, e nel contempo stanno preparando esperimenti per la prossima generazione di acceleratori e sono estremamente impegnati, lavorano di notte. Alla domanda perché fate le guide? I più hanno risposto perché ci sentiamo in dovere di far conoscere la nostra attività al grande pubblico. E questa per me è stata veramente una notizia molto consolante, credevo che lo facessero o per gloria personale o alcuni di loro per farsi un po’ di pocket-money perché la vita generalmente è molto cara in Svizzera. In realtà sentono anche loro la necessità di contatto con la società, di questo contatto con i giovani del grande pubblico. E adesso vorrei finire su questo proprio per passare la parola a Duccio Abbaneo, uno dei miei 230 "sacerdoti della scienza" che vi darà un esempio di come inizia una visita al CERN.

 


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