NON
HO TEMPO (105')
(La vita di Évariste Galois)
Regia: Ansano
Giannarelli
Soggetto e sceneggiatura: Ansano Giannarelli e Edoardo Sanguineti
Consulenza: Lucio Lombardo Radice
Évariste Galois,
nato nel villaggio di Bourg-la-Reine, dipartimento della Senna, il 25
ottobre 1811, fu sfidato da due amici per una questione di amore. Il duello
fu alla pistola.
Era stato deciso che una sola delle due pistole fosse carica. Il proiettile
trapassò il corpo di Évariste. Il cadavere venne raccolto
nei campi più tardi da un contadino.
La memoria che scrisse la notte prima del duello termina con la frase:
"non ho tempo".
A 12 anni era entrato
nel collegio più importante di Parigi e vi era rimasto 6 anni. I suoi
professori lo definiscono mediocre. Dovette ripetere il penultimo anno
del liceo: Évariste cominciò ad annoiarsi delle materie di studio ma scoprì
la matematica a cui cominciò ad interessarsi. Proprio in quell'anno arrivò
un nuovo insegnante di matematica, Richard. Il professore dice agli studenti:
"discutiamo sulla matematica, non di matematica. I matematici non deducono,
spiano, sollecitano la scienza e, procedendo a tentoni, quando scoprono
qualcosa, la scoprono per caso". Il suo giudizio su Galois: "Ha una superiorità
netta su tutti i suoi compagni, ha possibilità sorprendenti. Lavora
nei campi più alti della matematica". Galois viene respinto due volte
all'esame di ammissione alla École Polytechnique, per mancanza di una
preparazione sistematica, ma soprattutto perché il suo modo di lavorare
non corrispondeva agli schemi della Scuola. Passa allora alla Scuola Preparatoria
incaricata di preparare i nuovi insegnanti, costretto a firmare un impegno
di 10 anni di lavoro per lo Stato. [Era l'antica École Normale, fondata
da Napoleone, a cui il regime borbonico aveva cambiato il nome].
Avviene la conquista
dell'Algeria, la prima colonia francese. Con un colpo di forza la monarchia
borbonica cerca di risolvere le difficoltà di una grande crisi
economica. Vi è una continua inflazione. Gli operai lavorano 14
ore al giorno. I loro figli a 8 anni cominciano a lavorare. Qualcuno dice:
"si lavora 14 ore, un'ora per andare e venire, un ora per mangiare
e mettere in ordine, il resto per dormire, tra un po' non nasceranno più
bambini". Nel 1830 Carlo X scioglie il parlamento, abolisce la libertà
di stampa, riduce l'elettorato a sole 25.000 persone. Ma alcuni giornali
continuano ad uscire senza il permesso e spingono alla ribellione contro
un governo che con questi provvedimenti si era posto nell'illegalità.
Il generale La Fayette viene arrestato. Il popolo si ribella. Gli studenti
della Scuola Normale vogliono uscire dal collegio per unirsi al popolo
in rivolta e combattere. Un loro compagno è stato ucciso; il Direttore
della Scuola Normale cerca di calmarli dice di essere liberale di non
parteggiare per il governo, ma d'altra parte ha una responsabilità
verso i genitori. Dice che potrebbe chiamare la gendarmeria per impedire
loro di uscire, ma chiede soltanto la parola d'onore: aspettare un giorno.
Fa l'appello ma Évariste, di proposito, non risponde. Bastarono
tre giorni ai rivoltosi, in gran parte del partito repubblicano per costringere
alla fuga il re. Fu poi deciso per una monarchia costituzionale. Luigi
- Filippo fu il nuovo re .
Nella commemorazione di uno studente morto durante gli scontri alle parole
del Direttore che ricordava il suo spirito liberale, e a uno studente
che diceva che tutti gli uomini devono amarsi come fratelli, Galois aggiunge:
"la violenza è una necessità; non si può soffrire
senza vendicarsi".
Gli ultimi due anni della vita di Galois vedono la borghesia prendere
il potere. Due sono le principali tendenze politiche:
il socialismo utopistico che si richiama a Saint-Simon e a Fourier,
la Società degli Amici del Popolo che si richiama al pensiero di
Babeuf.
Non si hanno notizie di cosa faccia Galois tra l'agosto e il dicembre
del 1830, periodo importante per la sua formazione politica. Preso dall'impegno
politico, non vive più in famiglia.
L'École Normale ha ripreso il suo antico nome; ad una riunione
di studenti con il Direttore, Galois chiede le armi per gli studenti,
ma il Direttore oppone un netto rifiuto. Galois
scrive allora una lettera anonima al giornale La Gazzetta dell'École,
smascherando il comportamento ipocrita del Direttore durante i giorni
della rivoluzione del 1830. Riconosciuto come autore della lettera, viene
espulso dal Corso Preparatorio alla Scuola.
La madre, che apparteneva all'alta borghesia, legge la lettera di espulsione
del figlio e lo accusa di aver fatto ricadere il disonore sulla famiglia
per le sue idee politiche (la lettera era stata scritta dal ministro)
"Sono la vergogna della tua famiglia -risponde il figlio alla madre-
ma se fosse necessario dare un cadavere per muovere il popolo, ti giuro
che darei il mio. L'individuo non è nulla di fronte alla massa".
Quando la madre chiede al figlio cosa intende fare, Galois dice che vuole
tenere lezioni pubbliche di matematica poiché è necessario
far conoscere gli importanti risultati che ha raggiunto. La madre lo umilia,
ricordandogli i vani tentativi di entrare all'École Polytechnique
e di far accogliere i suoi lavori all'Académie de Science.
Galois frequenta le riunioni della disciolta Società degli Amici
del Popolo. Tra i frequentatori vi è Philippe Buonarroti, autore
della Cospirazione per l'eguaglianza, amico di Babeuf.
L'amico Chevalier gli consiglia di sottoporre i suoi lavori ai più
grandi matematici, a Cauchy e poi a Poisson perché li presentino
all'Académie. I lavori di Galois dovettero invece aspettare anni
ad essere pubblicati e molto di più ancora per essere compresi.
"Caro Chevalier, ho fatto nuove scoperte nel campo dell'analisi matematica:
saltare a piè pari i calcoli, raggrupparli, classificandoli secondo
la loro difficoltà e non secondo le loro forme, questo è
secondo me il compito del futuro matematico". Galois risolve un problema
che era stato posto da secoli e che per secoli era rimasto insoluto. Anche
se non è possibile spiegare in che consiste la teoria delle equazioni
secondo Galois, è sufficiente mettere in evidenza che Galois per
giungere ai suoi risultati è costretto a inventare metodi completamente
nuovi, deve sconvolgere e rinnovare la concezione stessa della matematica,
passando dall'analisi alla sintesi, dalla successione dei calcoli alla
struttura dei calcoli.
In Francia all'inizio del secolo XIX la matematica è soprattutto
matematica applicata, che sembra essere un monumento ben costruito, mentre
agli occhi di Galois, cioè dal punto di vista logico, del rigore,
questa costruzione era invece un caos. Galois ha voluto creare un altro
ordine e proprio in questo consiste il carattere rivoluzionario della
sua opera.
Galois amplia via via il campo dei numeri, salta a piè pari i calcoli
singoli, immagina già fatti tutti i calcoli possibili nel loro
insieme; così affronta gli enti matematici nella loro struttura
complessa, aprendo la strada all'affermarsi dell'algebra astratta.
Il matematico che Carl Friedrich Gauss (1777-1785) aveva sentito più
vicino a sé nel procedere in territori sconosciuti era stato il
norvegere Niels Henrik Abel (1802-1829). Abel e Galois, entrambi ebbero
come ostacolo un grande matematico Augustin Louis Cauchy (1789-1857),
conservatore, borbonico, il quale cestinò o smarrì i lavori
che entrambi gli mandarono perché fossero letti all'Académie.
Gli scritti di Galois furono respinti o non compresi da grandi matematici.
Questa incomprensione mostra la novità del pensiero matematico
di Galois.
Nei mesi che vanno da gennaio ad aprile del 1831 Galois svolge intensa
attività politica nel quartiere latino con i suoi amici repubblicani.
Frequenti sono gli scontri tra loro e la gendarmeria.
Nel 1831 viene portato davanti al tribunale della Senna per un reato di
opinione, che adesso potremmo dire - secondo il nostro codice penale che
è di origine fascista - di vilipendio [il codice penale dovuto
a Rocco era all'epoca del film (1972) ancora in vigore]. Vi era anche
l'accusa di cospirazione contro Luigi-Filippo. Si tratta di una riunione
in cui furono fatti alcuni brindisi, inneggianti alla rivoluzione del
1793, a Robespierre, al Terrore. Nello svolgimento del processo i testimoni
furono elusivi o si rifiutarono di rispondere.
Uno di essi invece rivelò che Galois aveva estratto un coltello
e gridato "A morte Luigi Filippo". A questo punto Galois aggiunge:
"il coltello era per la carne. Io dissi: a morte Luigi-Filippo, se
tradisce, ma quest'ultima parte non fu udita perché credendo che,
brindando, inneggiassi a Luigi-Filippo molti fischiarono e gridarono".
Il procuratore insistette sul fatto che in ogni modo egli aveva incitato
a uccidere, anche se aveva aggiunto "se tradisce" e chiese il
minimo della pena prevista, ma senza la concessione delle attenuanti,
visto il comportamento in aula. Per l'incertezza nei fatti e nelle ragioni
non abbastanza forti, la sentenza fu: innocente. Ebbe poi un secondo processo
per detenzione di armi e porto abusivo di divisa militare.
Dopo un lungo carcere preventivo dal 14 luglio al 23 ottobre 1831, fu
condannato a sei mesi.
[il film ha spesso degli abili ritorni al presente, in cui dall'esterno
vengono commentati episodi e teorie, che riguardano non solo Galois come
matematico, ma anche le sue vicende politiche di allora che vengono poste
in parallelo con gli avvenimenti del 1972, in particolare il processo
Valpreda, le cariche della polizia, gli interrogatori, la carcerazione
preventiva ecc.
Un giurista sottolinea il trattamento diverso riservato ai proletari che
commettevano reati, rispetto a quello più mite avuto da Galois,
in quanto giovane borghese che offriva la sua solidarietà ai proletari]
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