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> UNO SCHERMO PER LA SCIENZA 2001 > FILM


Regia: Mario Martone
Produzione: Teatri Uniti Coop/Angio Films/Rai Tre (Italia, 1992)
Durata: 122'
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Il film ricostruisce l’ultima settimana di vita
del professor Renato Caccioppoli, matematico di grande genialità
vissuto a Napoli dove si suicida sparandosi alla nuca l’otto
maggio 1959. Si laurea nel 1925, discutendo la tesi con Ernesto
Pascal; viene subito notato da Mauro Picone, caposcuola romano degli
studi di analisi, che lo fa nominare suo assistente; nel 1928 è
libero docente a Padova; tre anni dopo è nominato professore di
analisi algebrica; nel 1934 si trasferisce a Napoli, dove insegna
prima teoria dei gruppi, poi analisi superiore e infine analisi
matematica. E’ appena ventottenne quando l’Accademia dei Lincei
gli conferisce il premio nazionale generale della classe di scienze
fisiche. La sua produzione matematica è costituita da un’ottantina
di pubblicazioni che riguardano principalmente l’analisi
funzionale. Il suo nome è legato al teorema detto di
Banach-Caccioppoli, sull’esistenza e unicità di un punto fisso di
una data trasformazione. Intellettuale di ampia cultura, si è
occupato di letteratura, filosofia, cinema e soprattutto musica. Un’altra
passione è la politica. E' iscritto al Partito Comunista, potrebbe
essere nipote di Bakunin, cosa di cui va fiero; antifascista, viene
salvato dalla famiglia che lo fa passare per pazzo. Invece del
tribunale speciale viene ricoverato in un manicomio giudiziario e
poi in una clinica privata; da qui la leggenda del matematico
geniale e pazzo. Nonostante sia alcolizzato, gode di prestigio fra
colleghi e studenti, ha tanti estimatori, ma anche qualche nemico,
essendo una figura di spicco dell’Università che risulta spesso
scomoda.
Nella settimana che lo separa dal suicidio, Caccioppoli incontra il
fratello, l’ex moglie, ma soprattutto incontra la sua città,
Napoli, ormai sfuggente e tuttavia ancora densa di rumori e di
fascino. Un giorno Caccioppoli preleva una rivoltella da una
cassetta di sicurezza e scompare: verrà trovato poco dopo da una
domestica.
Il film si conclude con il funerale del professore, a cui partecipa
la Napoli accademica, assieme ai familiari e a qualche personaggio
del PCI. L’unico che soffre davvero per la morte del professore è
il suo padrone di casa a Palazzo Cellamare, un anziano marchese
abituato a spiare alla finestra, tra fascino e paura, la vita del
professore: quando non lo vede più cade preda di una crisi di
nervi. Rientrato nei ranghi, il marchese progetta la
ristrutturazione dell’edificio, cancellando l’ambiente dove il
matematico aveva vissuto, cambiando così le cose, prima che le
idee, dell’intellettuale "diverso".
L'ultima settimana di vita di Renato Caccioppoli comincia il primo
maggio, una ricorrenza emblematica che appare come un discrimine del
tempo, ossia divide la Storia da un vissuto, quello che separa
Caccioppoli dal suicidio; egli si porta oltre; chiude i conti con la
Storia e si avvia verso la morte senza rinnegare il legame con la
vita. Nel suo andare oltre Caccioppoli accetta il rapporto con gli
altri, verifica nel concreto i segni del proprio destino, torna nei
luoghi che la Storia stessa ha lasciato: gli amici, la casa, l’ex
moglie, la tipografia del partito, la stessa città. Pur avendo
deciso il suo destino, il professore sembra continuare ad occuparsi
della vita, quasi ad assorbirla fino all’ultimo e si dà la morte
verificando probabilmente una incompatibilità fra il suo status
interiore e il mondo esterno. Nessuno dei motivi che lo avrebbero
condotto al suicidio appare sufficiente: non lo è la solitudine,
né l’allontanamento da amici e discepoli, né la definitiva
chiusura del rapporto con l’ex moglie, né l’incomprensione
politica. Ogni motivo contribuisce, ma nessuno è decisivo.
(Estratto da "Segnocinema")
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