|
APPUNTAMENTI
> UNO SCHERMO PER LA SCIENZA 2001 > FILM


Titolo
originale: Le clonage, un saut dans l'inconnu
Regia: Denis Chegaray
Produzione: Elan production (Francia, 1998)
Durata: 55'
|
Nel febbraio 1997 l’annuncio della nascita di
Dolly fece scalpore: questa pecora è il primo clone di un mammifero
adulto. Subito si pone la questione: l’uomo potrebbe seguire la
pecora.
Ma che cos’è la clonazione? E’ la riproduzione senza
procreazione: procreare è generare figli da un maschio e una
femmina, clonare è "fare una fotocopia".
Il documentario dà voce a sostenitori e contrari di questa tecnica
attraverso interviste a scienziati impegnati attivamente in questa
ricerca, spunti di carattere etico ed un’analisi delle motivazioni
che rendono la società americana molto più favorevole alla
clonazione rispetto a quella europea.
Ma come si è arrivati a Dolly? All’inizio, c’era una pecora di
sei anni; alcuni biologi scozzesi ne hanno prelevato una cellula,
con il suo nucleo contenente il genoma, il centro di comando che
determina tutte le caratteristiche genetiche come la forma della
testa o il colore del pelo; in seguito, hanno preso l’uovo di una
seconda pecora: ne hanno tolto il nucleo, e vi hanno trasferito la
cellula della prima pecora; la cellula e l’uovo hanno ricevuto un
leggerissimo choc elettrico, ed è successo l’incredibile: a
partire da lì un embrione ha iniziato a svilupparsi, una copia
esatta della prima pecora, senza nessuna caratteristica della
seconda. Non restava che impiantare l’embrione in una terza
pecora, che è servita da madre. Dolly è nata: un clone. Con la
clonazione si potrebbero in teoria fare anche cloni che restino allo
stato embrionale, ma che permetterebbero di raccogliere le
cellule-sorgente a partire dalle quali si potrebbero riprodurre
organi che in caso di necessità presentano compatibilità perfetta.
Questi scenari pongono indiscutibilmente alcuni problemi. Dire
"Voglio un clone simile a me, perchè ho problemi di reni: gli
prenderò un rene e poi lo alleverò e lo amerò come chiunque
altro" significa strumentalizzare una vita umana, e aver creato
un clone per servirsene: non si è più all’interno di un rapporto
di persone uguali, complementari, motivate dall’affetto.
Negli Stati Uniti è attribuito un grande valore alla libertà di
procreare: al momento (1998, ndr) non ci sono leggi contro la
clonazione. Qua in Europa, invece, il divieto di clonazione trova la
sua giustificazione nella necessità di proteggere l’identità e
la dignità degli esseri umani: siamo molto più abituati che la
nostra libertà sia limitata per il bene della società.
Il dottor Seed è diventato celebre annunciando al mondo intero che
avrebbe clonato l’essere umano. Se la clonazione umana avvenisse,
le relazioni familiari cambierebbero: non nascerebbero figli, ma
gemelli. E dal punto di vista di colui che si fa clonare, potrebbero
nascere problemi di carattere psicologico nel rivedersi più
giovane. Inoltre, l’uso della clonazione offrirebbe nuove
possibilità anche per i single o le coppie gay. Potremmo arrivare
ad avere figli con scimpanzé o altre specie, e molte cose
incredibili; per esempio, alcuni scienziati hanno suggerito di fare
cloni senza gambe, perché siano meglio adatti a lavorare nelle
navicelle spaziali, in cui lo spazio è molto limitato. La
clonazione è la tecnica che ci permetterà di accedere anche alle
manipolazioni genetiche: attualmente i cambiamenti che cerchiamo di
fare sui genomi non sempre funzionano. Tra qualche anno avremo un’idea
dei geni che sono implicati nelle differenze di personalità e di
comportamento degli uomini. La maggior parte delle persone sarebbe
forse favorevole ad usare questa tecnica per prevenire le malattie
nei bambini, per curare una malattia del cuore, l’obesità, il
diabete. Ma le implicazioni sono spettacolari e allo stesso tempo
inquietanti, perché potremo correggere i geni che portano le
persone ad essere più o meno aggressive, timide, aperte alla
novità, curiose: creare cioè individui geneticamente
"migliori". Secondo molti questa è un’idea fascista e
terrorista, perché chi è capace di dire qual è un uomo di buone
qualità, o di prevedere come la specie debba evolversi? E
ovviamente solo una ristretta oligarchia potrebbe far uso di tali
tecniche.
Con ogni nuova tecnica di riproduzione c’è stato prima orrore,
poi accettazione; ad esempio, quando l’inseminazione artificiale
è stata possibile, inizialmente fu proposto di vietarla e
addirittura di farne un crimine; alla fine è stata accettata, ma c’è
voluto tempo perché la società se ne facesse un’opinione e ne
determinasse il corretto utilizzo. Oggi, il confine tra orrore e
accettazione è molto labile, e siamo sul punto di accettare la
clonazione. C'è anche chi vede nella clonazione una forma di
immortalità. L’insieme delle nostre azioni e dei nostri pensieri
è chimica, e questa chimica, una volta capita, potrà essere
"trasferita"; in futuro saremo in grado non solo di far
nascere cloni, ma addirittura di "trasferirvi" le
esperienze della persona clonata: è in questo senso che si parla di
vita eterna. Siamo pronti a questo salto nel buio?
|
 |
|
|
|
|
|