APPUNTAMENTI

Laboratorio di Ascolto

LICEO GINNASIO " G. GALILEI " di Pisa
Anno scolastico
2002/2003

Riferendosi direttamente al POF del liceo classico che nella sua premessa sottolinea l'unità del
sapere e l'importanza di una formazione culturale ad ampio spettro, il laboratorio si propone di recuperare esperienze di educazione musicale, di creare nessi con l'esperienza attuale coniugando tradizione (pianoforte) e nuove tecnologie (supporti audiovisivi, software, mixer, sintetizzatore...).
I due moduli proposti nascono anche dalla considerazione che nei programmi del Liceo classico e di molte scuole superiori non è previsto un percorso con specifico riferimento alla musica, che pure ha innegabili attinenze con le precipue caratteristiche della formazione che la scuola superiore si propone, sia per l'aspetto di sintesi culturale, che per l'esperienza quotidiana soprattutto delle generazioni più giovani.
L'esperienza musicale permette di coltivare, potenziare, conoscenze e abilità acquisite nella scuola media, di stimolare la curiosità per l'osservazione di fenomeni dell'esperienza quotidiana, propria della fascia d'età degli alunni del biennio. Permette inoltre di creare collegamenti e successivi approfondimenti nell'ambito della matematica e della fisica, di introdurre nello specifico elementi di acustica da sviluppare gradualmente.

Struttura del percorso:
Due moduli di quattro ore ciascuno:
a) Guida alla comprensione del pensiero musicale : due incontri nella sala di musica della Stazione Leopolda - (Duo pianistico F.Amato e O. Luporini)

b) Elementi di acustica ed acustica musicale : due incontri nel Laboratorio di Fisica del Liceo classico (Prof. R. Fiore)

a) propone e fornisce strumenti analitici , strutturali e contestuali per la comprensione specifica del messaggio musicale
b) Il laboratorio è realizzato con supporti multimediali, mixer ecc… Propone una vera full-immersion: armoniche, onde, concetto di spettro, riproduzione di suoni… funzioni, grafici...
c) Una ricerca nell'ambito della didattica: il modulo b) è stato presentato non dall'insegnante che ha proposto il corso e ha curato la stesura dei temi, ma da una persona più giovane per età, con conoscenze nell'ambito dell'acustica musicale, più vicina alle esperienze e ai gusti musicali degli studenti.

Prof. Rosa Fiore

SINTESI DEL MODULO a)

Il fine dei nostri due incontri di educazione all’ascolto è stato quello di integrare il laboratorio di acustica proposto dalla Professoressa Fiore attraverso un’esperienza diretta basata sulla produzione del suono tramite il pianoforte, nostro “strumento di lavoro”, e di scoprire come nei secoli i compositori ne abbiano sfruttato tutte le risorse e le potenzialità attraverso l’uso di forme musicali sempre diverse.
La prima attività del laboratorio è stata quella di analizzare ed ascoltare il suono degli strumenti a tastiera presenti in Europa nella prima metà del Settecento, per capire quali siano state le motivazioni che hanno portato alla nascita del nuovo strumento, il pianoforte. Si è parlato della nascita della letteratura pianistica, con le opere dei Mozart e di Clementi e, con l’ascolto del primo tempo della Sonata di Mozart KV 381 per pianoforte a quattro mani, si è chiarita la struttura della “forma sonata”, bitematica e tripartita. La verifica finale si è basata sul riconoscimento dei temi, con l’esecuzione del terzo movimento della sonata di Mozart KV 448 per due pianoforti.
Il secondo incontro si è aperto con l’esecuzione della prima parte della Rapsodia Ungherese n°2 di Liszt, nella versione per pianoforte a quattro mani, per riscontrare la capacità di collocare il brano in un dato periodo storico e di riconoscere le caratteristiche dei temi impiegati. Si è poi parlato del Romanticismo in musica, evidenziando come la diversa concezione dell’io si manifesti con la nascita di nuove forme musicali e con l’utilizzo di temi popolari (nascita delle scuole nazionali), e di come si sia evoluto lo strumento stesso per rispondere alle esigenze dei musicisti. Al termine è stata completata l’esecuzione della Rapsodia.
Onde fornire un panorama unitario dal punto di vista geografico della produzione musicale in Europa, si è trattato dello sviluppo della musica francese nella prima metà del Novecento. Si è posto l’accento sui collegamenti fra la musica di Debussy ed il Simbolismo, esemplificando l’evoluzione del musicista con l’ascolto di pagine di alcune sue opere, ordinate in senso cronologico, per far notare come da un’iniziale discendenza dal romanticismo tedesco (Clair de lune dalla “Suite bergamasque”), si sia passati all’uso di scale pentatonali (Pagodes da “Estampes”), esatonali (The little sherped da “Children’s corner),e all’esplorazione più completa delle risorse del pianoforte, fino al rumore e alla politonalità (Feux d’artifice dal 2° volume dei “Préludes”).
Abbiamo poi analizzata l’opera di Ravel, musicista di poco posteriore a Debussy, ma caratterizzato da una maggiore dipendenza dalla tradizione tardo romantica, che si esprime nell’inserire materiali nuovi in forme “tradizionali”. Sono state eseguite pagine da “Une barque sur l’Ocean” e da “Gaspard de la Nuit”.
Abbiamo impostato la verifica finale sull’Habanera , danza della tradizione spagnola: ne abbiamo suonate due, di musicisti appartenenti a epoche e scuole diverse (Moritz Moszkowski e Maurice Ravel): l’obiettivo era riuscire a connotare storicamente ciascun brano.

Francesca Amato Orietta Luporini


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